Generatore di Ozono Serie 2000 - Pronta consegna

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IMPIEGHI DELL’OZONO

Gli impieghi dell’ozono nel campo della sanificazione/disinfezione possono essere così elencati:

  • Disinfezione e deodorazione ambienti di lavoro;
  • Disinfezione e deodorazione di ristoranti, mense, cucine, bar (come previsto dalla normativa

HACCP);

  • Disinfezione e deodorazione camere d’albergo, sale operatorie, camere di degenza ospedaliera,

clean rooms;

  • Disinfezione e deodorazione ambienti pubblici (scuole, asili, uffici, palestre);
  • Disinfezione ambulanze, caravan, autovetture, roulotte;
  • Disinfezione e deodorazione delle condotte degli impianti di condizionamento (eliminazione del

morbo della Legionella);

  • Condizionamento del microclima di celle frigorifere e sale di stagionatura di prosciutti, salumi e

formaggi;

  • Sanificazione e disinfezione dei contenitori per industria alimentare e farmaceutica;
  • Igienizzazione acqua delle piscine e in generale trattamenti di potabilizzazione dell’acqua;
  • Disinfezione tende, tessuti, materassi;
  • Trattamento delle derrate alimentari;
  • Trattamento del legno (pallet e/o antiquariato).

 

 

OZONO: SCHEDA DI SICUREZZA

Identificazione

Nome chimico: Ozono

Formula chimica: O3

Tipo di prodotto e impiego: agente ossidante

CAS n. : 10028-15-6

Proprietà chimico-fisiche

Gas instabile di colore debolmente azzurro, dall’odore acre e pungente già percepibile alla concentrazione di 0,02 ppm.

Solidifica alla temperatura di -193°C e bolle a -112°C.

Ha una densità relativa di 2,144 g/l e il suo peso molecolare è 48,00 g/mol.

Solubile in metanolo e clorofluorocarburi in volumi eguali; modestamente solubile in acqua.

Stabilità e reattività

Il prodotto è instabile, molto aggressivo ed è un potente ossidante (secondo solamente al fluoro).

Identificazione dei pericoli

L’ozono è un forte agente ossidante. Esso reagisce violentemente con composti organici ossidabili come ad esempio benzene, etilene, dieni e alcani. Il punto d’infiammabilità dell’ozono è -18°C.

Sia allo stato solido che liquido forma miscele altamente esplosive.

Reazioni altrettanto violente ed esplosive si hanno quando è a contatto con bromo, acido bromidrico, ossidi di azoto e nitroglicerina.

Il prodotto provoca arrossamenti alla cute, agli occhi e irritazioni all’apparato respiratorio, può provocare lesioni oculari.

Attualmente sono in vigore dei limiti di esposizione per le concentrazioni di ozono in aria a cui siano esposti i lavoratori:

  • TLV-TWA (ACGIH): 0,1 ppm (0,2 mg/m3)
  • TLV-STEL (ACGIH): 0,3 ppm (0,6 mg/m3)

La soglia olfattiva per l’ozono è 0,05 ppm, cioè circa quattro volte inferiore all’attuale TLVSTEL e solo lievemente più alta della concentrazione di ozono presente nell’aria di alcune città.

L’odore non costituisce comunque un indice attendibile della concentrazione presente nell’aria in quanto dopo un breve periodo di esposizione si verifica una assuefazione all’odore stesso.

Informazioni tossicologiche

L’inalazione di vapori di ozono costituisce il principale rischio per la salute. Le alterazioni più notevoli indotte da questo gas sono soprattutto a carico dell’apparato respiratorio: concentrazioni vicine a 1 ppm danno senso di bruciore alle prime vie aeree, lacrimazione, secchezza della mucosa orale, rinite, tosse, cefalea, astenia talora con nausea e vomito.

A concentrazioni superiori, il quadro clinico si aggrava con il manifestarsi entro breve tempo di dispnea, broncospasmo, edema polmonare e paralisi respiratoria.

Concentrazioni di ozono di 4-5 ppm inalate per un’ora provocano edema polmonare acuto, 10 ppm sono letali entro 4 ore ed infine 50 ppm entro alcuni minuti.

Il quadro tossicologico, a parità di altre condizioni, è più grave se l’ozono è prodotto e inalato nell’aria urbana, perché in tal caso sono presenti in quantità quasi eguali anche gas nitrosi.

Questa miscela, già alla concentrazione di 1 ppm, provoca danni al sistema nervoso centrale dopo solo 2 ore. Tuttavia a oggi in tutto il mondo non si sono registrati casi letali d’intossicazione da ozono.

Concentrazione nell’aria 0,3 ppm.

Effetti tossici

  • 0,05 ppm: percezione olfattiva;
  • 0,40 ppm: bruciore alle prime vie aeree;
  • 0,8/1 ppm: lacrimazione, tosse;
  • 2 ppm: nausea, cefalea e vomito;
  • 5 ppm: broncocostrizione;
  • 10 ppm: letale per edema polmonare dopo 4 ore di esposizione;
  • 50 ppm: letale dopo alcuni minuti di esposizione.

Esempio: in una stanza di 10m2 per 2,5 mt di altezza, con un generatore da 2 gr./h che funziona alla massima potenza per 20’


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